COSA SONO LE STOCK OPTIONS
Le stock option sono opzioni che danno il diritto di acquistare azioni di una società (quotata) ad un determinato prezzo d'esercizio (detto strike). Azioni e opzioni vengono distribuite come incentivo ad aumentare la produttività. Le azioni vengono valorizzate ad un prezzo inferiore al prezzo di mercato (la quotazione di borsa al momento della vendita) contro la legge di concentrazione che prevede che qualsiasi scambio di azioni da parte di qualunque soggetto economico, non possa avvenire al di fuori della borsa. Il conferimento però è legittimo poiché il dipendente non paga le azioni/opzioni. Le azioni in quanto sono un frazionamento della proprietà dell'impresa, come qualunque proprietà, possono essere infatti cedute gratuitamente o contro un prezzo e la legge di concentrazione impone lo scambio in Borsa solo in caso di vendita, ma non dà limiti alla donazione.Tale meccanismo consente un'opportunità di guadagno mediante la rivendita o l’esercizio delle stesse opzioni in Borsa, quando il prezzo d'esercizio fissato è inferiore al valore al quale è quotato il titolo il giorno del conferimento dell'opzione, o nei giorni precedenti.
COME VALUTARE LE STOCK OPTIONS
Quale è il valore di una stock option? Premetto che non esiste al riguardo un’unica formula nella teoria della finanza accetta da tutti, anche perché la valutazione delle opzioni per periodi superiori ai 12 mesi è estremamente difficile da effettuare con i modelli utilizzati nella pratica (tra tutti Black e Scholes). Tuttavia si vedrà un criterio di valutazione orientativo che possa consentire a chi debba esaminare una proposta se i termini siano equi, a suo favore o a favore della controparte. Indubbiamente, un contratto di lavoro implica anche considerazioni diverse, che esulano dal lato economico e, quindi, le offerte devono essere valutate nel complesso, peraltro riteniamo che quando la componente percentuale di stock option sia rilevante
sia opportuno avere le idee chiare.
Ipotizziamo un contratto di stock option così strutturato:
- durata triennale
- numero di azioni che si potranno acquistare è 300
- Il prezzo di mercato della azioni è 100
- tra 12 mesi potrai acquistare le prime 100 al prezzo di 100
- tra 24 mesi potrai acquistare le seconde 100 al prezzo di 100
- tra 36 mesi potrai acquistare le ultime 100 al prezzo di 100 lire
- le azioni acquistate possono essere rivendute solo dopo 6 mesi dall’acquisto (pertanto le prime 100 solo tra un anno e mezzo, le seconde due anni e mezzo…)
Generalmente il prezzo di esercizio (pari a 100 nell’esempio) è il prezzo di mercato al momento dell’accordo (per evitare oscillazioni di solito si calcola la media degli ultimi tre mesi), è chiaro che se un dipendente si dovesse dimettere durante il triennio perderebbe il diritto di acquistare le azioni, che non ha ancora sottoscritto.
Valutazione teorica dell’opzione call (= la facoltà di acquistare azioni ad un determinato prezzo ad una scadenza prestabilita)
La “volatilità” può modificare sostanzialmente i risultati della valutazione. In base al modello di Black & Scholes, se il prezzo di mercato del titolo è 100, il valore di un’opzione call che scade tra un anno, due anni e tre anni, con prezzo di esercizio 100, con tassi di interesse al 6% nei casi in cui la volatilità il 20%, il 40% ed il 60% sarà il seguente:
Ad esempio, un’opzione con durata biennale vale 17,1 (ogni 100 di sottostante e, quindi, di titoli) se la volatilità è pari al 20% ma il valore aumenta a 36,7 , se la volatilità fosse il 60%. Questa è l’analisi teorica di Black & Scholes.
Limiti dell’utilizzo delle formula per periodi lunghi
Il modello di Black & Scholes è valido per orizzonti inferiori all’anno: tuttavia i risultati ottenuti per periodi più lunghi non sono “da buttare”, sono a mio avviso una ragionevole approssimazione. Un’alternativa potrebbe essere la simulazione del prezzo del titolo alla scadenza e la derivazione successiva del valore dell’opzione. La volatilità nel tempo si modifica sostanzialmente e, di solito, nel lungo periodo tende a diminuire. E' opportuno basare le proprie stime su un valore realistico della variabilità del titolo che prenda in considerazione anche il passato, senza porre eccessiva enfasi sui dati recenti. Un utile criterio può essere il calcolo della volatilità vera (sui prezzi reali) e non di quella annualizzata (cioè passare dai dati giornalieri a quelli annuali tramite una formula). Maggiore è il tasso di interesse maggiore è il valore dell’opzione call: per periodi lunghi è di centrale importanza scegliere una tasso medio “corretto” (per opzioni superiori ai 10 anni, le cosiddette leap options, le variazioni nel valore sono molto elevate). Per semplicità abbiamo ipotizzato che l’azione non distribuisca dividendi (è il caso della maggior parte delle azione legate alle nuove tecnologia), l’eventuale distribuzione riduce il prezzo del titolo e di conseguenza quello dell’opzione. Il valore aumenta in modo non lineare con il tempo: l’opzione a 2 anni non vale il doppio dell’opzione ad un anno, ma circa il 50% in più.
Modifiche derivanti dal fatto che si tratti di una stock option e non di un’opzione qualunque che si può acquistare liberamente sul mercato
Una stock option non è assolutamente uguale alle opzioni, che si possono acquistare liberamente sul mercato, per almeno tre motivi:
- Aumenta i rischi derivanti dal rischio settoriale nel quale si lavora: se l’azienda dovesse andare male oltre a non poter esercitare le opzioni rischio di essere licenziato. Dal punto di vista dell’analisi del rischio è una concentrazione e non una diversificazione del rischio: nel bene e nel male aumentiamo l’esposizione verso un fattore di incertezza (la società nella quale si lavora). La diversificazione ha un costo, ed in questo caso, non possiamo realizzarla.
- Non possono essere cedute ad altre persone durante il periodo: sono totalmente illiquide, perché siete vincolati al posto di lavoro altrimenti vengono annullate in caso di dimissioni.
- La vendita può avvenire, di solito, solo dopo alcuni mesi dall’esercizio, spostando, ancora più avanti nel tempo, la possibilità di monetizzare l’eventuale guadagno. Il punto centrale è che un’opzione call (e, quindi, una stock option come definita in questo lavoro) acquisterà di valore, se e solo se, il prezzo di mercato della società aumenterà. I manager che hanno sottoscritto un piano di stock option saranno sicuramente incentivati a fare sì che il prezzo di mercato del titolo aumenti ma è opportuno che ciò non avvenga assumendosi rischi eccessivi, perché altrimenti il costo di strategie eccessivamente ambiziose ricadrebbe sulla totalità degli azionisti.
Le precedenti considerazioni invitano ad effettuare con cautela la valutazione di una stock option, nella pratica il valore ottenuto con il modello di Black & Scholes (impiegato con i dovuti accorgimenti) deve essere ridotto dal 50% al 70% in base alla personale situazione dell’individuo e da considerazioni sulla società che emetterà le azioni.
A titolo di esempio, basandosi sulla tabella precedente, con una volatilità del 40% un piano di stock option su 300 azioni (100 all’anno) potrebbe valere circa 78, in base al modello di Black & Scholes, nella realtà il valore economico non è, a mio avviso, superiore a 40. Tradotto in numeri: 50.000 euro all’anno di azioni da acquistare (1000 azioni a 50 euro l’una) per un controvalore nominale totale di 150.000 euro, valgono circa 20.000 euro. Ricordandosi che per esercitare le opzioni sarà necessario pagare il prezzo di esercizio, facendo affluire liquidità nelle casse della società (e fuori dalle proprie tasche).